Giocando con l’antico
Le case antiche più belle sono quelle che stuzzicano l’amabilità dei nostri ricordi. I giocattoli e gli oggetti legati alla nostra infanzia rappresentano preziosi elementi d’arredo. Da rivalutare. Non serve che ci siano bambini in casa. Ancor più importante è scorgere la nobiltà dei tesori familiari conservati in soffitta.
La casa dei sogni? Non è mai dissimile da quella che abbiamo amato da piccini. Gli appassionati di case antiche lo sanno bene: una vecchia cucina economica porta in casa una magia che nessun piano cottura contemporaneo – neanche il più bello, tecnologico e costoso – può eguagliare. Quella vecchia stufa risveglia il ricordo di carezze, di atmosfere, di voci familiari e del calore domestico che ci appartengono più intimamente.
Vale per tutti gli emblemi della propria infanzia. A cominciare dai giocattoli. Molti pensano che per farne tesoro sia necessario avere bambini in casa. In realtà, ancor più importante è non perdere di vista il proprio vissuto. Pensiamo agli orsacchiotti, forse l’emblema più amato, diffuso e condiviso da tutti i bambini, maschietti e femminucce. C’è chi ha la fortuna di aver conservato il proprio pupazzo del cuore. E la sua presenza, seppur spelacchiata e un po’ stinta, risveglia un affetto, una tenerezza e una gioia più intima e profonda di qualsiasi altro elemento d’arredo.
Lo stesso vale per trenini, cavallini a dondolo, bambole e bambolotti, macchinine, birilli, pallottolieri, lavagne… Oggi – non a caso – li si trova sempre più spesso nei mercatini e nelle mostre d’antiquariato e modernariato. Certo, i giocattoli vintage – talvolta antichissimi e appartenuti a chissà chi – evocano prestigio e ricercatezza. Ma attenzione a non sottovalutare i giocattoli dei nostri ricordi, quelli che abbiamo realmente posseduto. I più fortunati li conservano ancora in soffitta. Perché non provare a recuperarli e ricollocarli nelle proprie case? L’unico criterio di cui tener conto è l’inserimento in sequenze. Perché non è il singolo giocattolo che fa la differenza, bensì la sua collocazione ragionata. Nell’angolo giusto. E con la giusta misura.
Poetici cavallini a dondolo
È probabilmente l’emblema più poetico associato all’infanzia. I cavallini a dondolo accomunano tutti i bambini. Quelli del passato remoto e quelli di oggi. Un giocattolo capace di stuzzicare la creatività, di evocare avventurose scorribande da cowboy ma anche di rilassare e rasserenare, con il suo dolce dondolìo. Ne abbiamo ammirati tantissimi in più dimore antiche. Alcuni essenzialissimi; altri ben più elaborati. Ma i più belli sono quelli che promuovono la semplicità. E che puntano sul legno. Il materiale del cuore di tanti. A cominciare dai bambini.
Carissimo Pinocchio
È un emblema dell’italianità. Ed è forse il personaggio dell’infanzia più ricorrente nelle case antiche che fanno tesoro dei ricordi d’infanzia. Parliamo di Pinocchio, “l’amico dei giorni più lieti…”. La creatura di Collodi racconta un’Italia rurale e regionale particolarmente vicina allo spirito di CasAntica. Una prossimità esaltata, agli occhi di chi era bambino nei primi anni Settanta, dal Pinocchio televisivo di Comencini. C’è l’imbarazzo della scelta fra pinocchi di legno, di stoffa, in versione arcaica (essenzialissimi) o nella versione popolarizzata dal lungometraggio disneyano del 1940.
Bambole che arredano
Ci sono quelle ricercatissime – e costosissime – in porcellana o in panno Lenci. Quelle in lattice, che ricreano minuziosamente le fattezze di un bebè, o quelle ben più umili, di stoffa. Quelle antichissime in legno o anche quelle moderne in materiale plastico… Le bambole, per chi le possiede dall’infanzia, rappresentano qualcosa in più di un semplice giocattolo. Sono veri e propri volti amati, incancellabili, indimenticabili. E poterle contemplare è un’emozione che difficilmente si spegne, anche a decenni di distanza. Il più è collocarle nel modo giusto, magari su un’altalena, raggruppate in sequenze, assemblate all’interno di un passeggino…
Scaffali da favola
Una fantasiosa libreria assemblata con vecchi cassetti. I padroni di casa più “seriosi” le avrebbero riempite di libri da grandi, magari ordinandoli per autore, per genere, per casa editrice… I più puntigliosi avrebbero certamente puntato su volumi antichi rilegati in pelle e con fregi in oro. I più creativi, invece, fanno tesoro dei libri d’infanzia. Quelli di ieri e dell’altro ieri – “Cuore” di De Amicis, “Il giornalino di Gian Burrasca” di Vamba, “I ragazzi della via Pál” di Ferenc Molnár, “Piccole donne” di Louisa May Alcott, “Pippi Calzelunghe” di Astrid Lindgren… – e, naturalmente, tanti libri di favole. Le loro costine colorate (che da bambini individuavamo a colpo d’occhio) portano una ventata di gioia che si traduce in qualsiasi casa. Anche agli occhi degli ospiti.
Piccoli piloti d’antan
Un sogno da maschietti. I veicoli giocattolo hanno subito una profonda evoluzione nel corso dei decenni. Nel passato remoto si sognavano le carrozze, magari trainate da un cavallino. Trenini, carretti e altri mezzi di trasporto erano spesso ricreati in legno. Poi, un po’ per volta, si sono affermate le macchinine, vale per i modellini in miniatura(particolarmente graditi anche ai bambini più cresciutelli) e vale per le automobiline giocattolo, da pilotare come i grandi. Per non parlare delle piste di formula uno e dei trenini elettrici. Un sogno di tanti bambini ma ancor più – ammettiamolo – dei loro papà.
Tenerezze in vetrina
I giocattoli sono elementi d’arredo di formidabile efficacia. E intorno a loro è possibile creare scenografie “antiche” di straordinario effetto. È il caso di questa vetrinetta retroilluminata, cinta da una vecchia finestra, che evoca l’incanto che tutti noi abbiamo sperimentato da bambini davanti a un negozio di giocattoli. In questo caso, abbiamo scelto una collezione di meravigliose bambole. Ma lo stesso effetto si può ottenere con qualsiasi altra tipologia di giocattoli. Comprese le scatole di giochi da tavolo.
Case antiche in miniatura
Le case per bambole – come anche le casette in miniatura, da arredare con piccoli mobili e complementi d’arredocreati ad hoc – erano fra i giocattoli prediletti dei bambini benestanti del passato. Senza limiti d’età: un lusso per i più piccini ma anche per i più cresciutelli. Girando l’Italia, ne abbiamo ammirate svariate. Alcune semplicissime, con arredi semplicemente disegnati o di materiale da poco; altre talmente minuziose da configurarsi come autentici gioielli d’artigianato e d’antiquariato.
Aritmetica, italiano, storia e geografia
Non si tratta di giocattoli propriamente intesi. Ma rappresentano a tutti gli effetti tenerissimi ricordi d’infanzia. Parliamo di pallottolieri, lavagne, mappamondi, cartine geografiche… Evocatori di dolcezze condivise da chicchessia. La loro presenza. all’interno di un ambiente domestico, non passa mai inosservata.
Ricordi di scuola
Un piccolo banco di scuola, con seduta in miniatura. Si tratta di un pezzo visibilmente antico e, per questo, particolarmente emozionante. Ma anche un banco vintage, magari in formica, risulterebbe forse ancor più “autobiograficamente” stuzzicante. Nelle case antiche che abbiamo visitato, ne abbiamo ammirati diversi. «Ho scoperto che la mia scuola aveva messo in vendita i vecchi banchi – ci ha raccontato uno dei padroni di casa – Alcuni istituti, al momento di cambiare gli arredi, offrono questa possibilità». E chi ha saputo coglierla si ritrova fra le mani un piccolo tesoro.
