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I ricordi di un falegname | Casantica 147

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…Quello che segue è il racconto in prima persona di Ernesto Chiapponi, falegname che ha collaborato alla rinascita del Castello di Ziano. Un resoconto attento e partecipe che intreccia il lavoro artigiano con le relazioni umane, restituendo il senso profondo di un intervento di recupero vissuto come esperienza condivisa. Al centro del racconto emergono la figura del proprietario Luca Attilio Santi e quella del geometra Norberto Ponzini, in un dialogo continuo tra competenza tecnica, sensibilità e rispetto reciproco.

Il primo incontro con la committenza segna l’inizio di un percorso che, nel tempo, supera i confini di un rapporto puramente professionale:
«Mi sono trovato davanti un giovane, un ragazzo sorridente e simpatico. Un bell’incontro. Luca Santi è una persona positiva, un giovane di aspetto brillante e pieno di entusiasmo».

Da questo incontro prende forma un metodo di lavoro fondato sull’ascolto e sulla condivisione delle scelte, come racconta Chiapponi ripercorrendo le prime fasi operative del cantiere:
«La prima decisione è stata quella di realizzare antoni e finestre nuove. Purtroppo non è stato possibile conservare quelli esistenti. Ho proposto a Luca un’essenza particolare, da noi poco conosciuta, visivamente paragonabile al legno di rovere o all’olmo, molto bella e resistente. Si tratta del “pan dorato”, altrimenti detto sassofrasso. Un legno attraente, di pregio e, per questo, non molto comune a livello commerciale. Abbiamo deciso che la finitura sarebbe stata un po’ grezza. E Luca ha espresso il desiderio di avere un movimento di chiusura all’antica. Avrebbe provveduto lui stesso all’acquisto di tutta la ferramenta necessaria, in Toscana».

Il lavoro in cantiere si accompagna a momenti di convivialità e confronto, che diventano parte integrante del processo creativo e progettuale:
«Ricordo tanti pranzi, di piacere più che di lavoro. I commensali sono altri colleghi artigiani, architetti di Parma e di Reggio Emilia, professionisti del settore vitivinicolo. Incontri interessantissimi».

Gli interventi proseguono poi negli spazi interni del castello, in un percorso che richiede attenzione, continuità e rispetto per la struttura esistente:
«Abbiamo proseguito con i portoni esistenti, con interventi nella terrazza superiore e, infine, con tutti i serramenti del piano terra, dov’era situata una parte della vecchia cantina. La conclusione dei lavori è stata motivo di grande soddisfazione da parte mia. Un bel viaggio. Una bella cavalcata».

 

Foto di Max Salani

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