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La calce che ricorda. I prodotti MGN per il restauro delle superfici storiche

Chi lavora con edifici storici sa che la difficoltà non è quasi mai trovare il materiale giusto — è capire perché funziona. Il cocciopesto, il pastellone veneziano, il marmorino, l’intonachino arenino: sono materiali che hanno una logica costruttiva precisa, nata secoli fa e ancora valida oggi. Ma per applicarli correttamente occorre conoscerli davvero, non solo saperli ordinare.

MGN ha scelto di fare formazione in prima persona. Per tutto il mese di giugno, il maestro artigiano Naldo Busato — fondatore dell’azienda e da oltre quarant’anni studioso delle formule dell’edilizia storica romana — terrà una serie di incontri tecnici in diverse città del Nord-Est, rivolti ad architetti, geometri e tecnici di cantiere. Il programma è fitto e copre un territorio ampio: da Belluno a Ferrara, passando per Padova, Venezia e Schio.

Pareti: marmorino MGN in due sfumature, rosa e bianco, stucchi in gesso
Conoscere il prodotto prima di applicarlo

Ogni materiale della linea MGN ha una propria identità e risponde a esigenze precise.

Il cocciopesto — impasto di calce e cotto macinato di derivazione romana — è impermeabilizzante per natura: ideale come fondo per pareti in zone umide o interrate, oppure come arriccio per affreschi, come nella tradizione.

Il pastellone veneziano è la versione a basso spessore del terrazzo alla veneziana classico: adatto a pavimenti dove non si può intervenire in quota, restituisce l’effetto materico dell’originale con grande fedeltà.

Il marmorino è invece un intonaco a base di calce e polvere di marmo, levigabile fino a superfici quasi specchiate, disponibile in cromie naturali — il bianco e il rosa sono tra le più richieste per gli interni storici.

L’intonachino arenino, infine, è pensato per gli esterni: granulometria media, lavorato a ferro per ottenere una superficie compatta e resistente alle intemperie, con una resa visiva vicina ai vecchi intonaci a base di sabbia grossa.

 

Gli effetti materici: perché la superficie conta

Ciascuna finitura porta con sé una qualità tattile e visiva che cambia la percezione dello spazio. Il cocciopesto scurito dall’umidità, il pastellone che trattiene la luce in modo diverso dal gres, il marmorino a due sfumature che disegna un gioco cromatico sottile sulle pareti — sono effetti che si costruiscono con la posa, con l’artigianato, e che i prodotti industriali non riescono a replicare. MGN lavora proprio in questo spazio: materiali che supportano la mano dell’applicatore e restituiscono risultati coerenti con il contesto storico.

Pareti: fondo in cocciopesto con pittura a latte di calce in finitura, scala in pietra di Vicenza
Gli appuntamenti di giugno

Si comincia il 5 giugno a Belluno con Malte e finiture storiche a confronto con soluzioni di uso contemporaneo: un confronto diretto tra le formulazioni tradizionali e i materiali oggi in commercio, per capire quando e perché scegliere l’uno o l’altro. Il 6 giugno a Schio (VI) è in programma Mani nella materia, un appuntamento più pratico, pensato per chi vuole toccare i materiali e capire come si comportano in fase di posa. Il 10 giugno a Padova si va più in profondità con Le fondamenta del risanamento, corso teorico e pratico che abbraccia malte, recupero edilizio e confronto tra contesto storico e contemporaneo. A Venezia, sede particolarmente adatta per chi lavora con il pastellone e le finiture lagunari, sono previsti tre incontri sul tema Malte e finiture storiche: il 12 e il 19 giugno, con la possibilità di partecipare anche all’appuntamento del 29 maggio. Il 17 giugno a Ferrara, infine, si affronta un tema di grande attualità: Consolidare e risanare nel tempo — dall’antica Roma ai criteri ambientali, con uno sguardo specifico alla compatibilità tra pratiche storiche e requisiti normativi contemporanei, inclusi i criteri ambientali minimi.

Per tutti gli eventi è possibile richiedere maggiori informazioni direttamente a MGN: alcuni appuntamenti prevedono il riconoscimento di CFP — crediti formativi professionali.

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