La Casa sul Forte
Una dimora piccola, ma straordinariamente ricca di significato. Un esempio virtuoso di recupero architettonico, dove paesaggio, tradizione e creatività convivono in perfetto equilibrio. A Seravezza (LU), tra le colline della Versilia, la Casa sul Forte incarna una sintesi rara e preziosa di tutto ciò che rende un’abitazione davvero “senza tempo”. L’abbiamo presentata su CasAntica n.142, ma abbiamo deciso di dedicargli altro spazio, perché merita di essere approfondita ulteriormente.
Protagonista del progetto di ristrutturazione è, non a caso, un addetto ai lavori: Daniele Fattorini, titolare di Recuperando Brick and Stone con sede a Ponte Buggianese (PT). È lui, con l’aiuto di un suo amico, ad aver trasformato un vecchio metato – un piccolo edificio rurale utilizzato per essiccare le castagne – in una casa accogliente, piena di poesia e densissima di dettagli. Un recupero lento e consapevole, frutto di passione, dedizione e gusto.
Un restauro fedele alla storia
La struttura originaria è stata rispettata quasi integralmente: tetto e murature erano in buone condizioni. I vecchi pavimenti in ceramica anni Ottanta sono stati sostituiti con materiali coerenti, vale a dire cotto per il piano terra, e parquet di quercia per il piano superiore. Gli arredi, scelti uno a uno con pazienza e visione, raccontano un’estetica personale e autentica, mai imposta.
Atmosfere dipinte e dettagli che sorprendono
Una parte fondamentale del progetto è stata affidata a Roberta Brizzi, decoratrice d’interni. Le sue pitture murali, eleganti e ispirate alla natura circostante, impreziosiscono entrambi i piani, creando un crescendo cromatico che accompagna lo sguardo dal basso verso l’alto.
Un dettaglio molto importante: ovunque ricorre la figura di un colibrì, dai muri, al cancello, fino al bagno. “È una creatura che amo infinitamente”, dice Daniele. “Lieve, silenziosa, delicata. Mi è sembrato il simbolo perfetto per questa casa, che è il frutto di tanta passione, cura e amore”.
Ogni stanza, una scoperta
La cucina è in muratura, con sportelli in legno di recupero e riggiole napoletane. Il lavello ottocentesco in marmo, così come il mobile porta-TV decorato, il frigorifero e la radio vintage, aggiungono personalità a uno spazio che sa di casa.
Nella veranda, mantenuta intatta nelle sue murature originali, spicca un piccolo lavello in marmo e una parete ricavata da una vecchia serra, riutilizzata come chiusura trasparente della zona pranzo.
Anche il bagno è una sorpresa continua: pareti rivestite di maioliche siciliane ottocentesche, doccia con piastrelle anni Trenta e un lavabo in pietra di Guamo montato su mensole in ghisa. Un grande pietrone verticale divide la zona doccia evocando le vecchie stalle contadine.
Un piano superiore ricco di fascino
Salendo per una scala a chiocciola in ghisa, proveniente da un vecchio cinema pistoiese, si raggiunge la camera da letto: ariosa, luminosa, con accesso a un terrazzo panoramico. Il pappagallo dipinto su una parete è il simbolo di un’atmosfera misteriosa e raffinata.
Il letto, fatto su misura da un artigiano aretino, è affiancato da comodini francesi e da un armadio incassato reinventato con nicchie rivestite di piastrelle. Il comò lucchese di fine Ottocento chiude il cerchio di un arredamento che unisce rigore e poesia.
Sull’esterno, un piccolo balcone e un terrazzo affacciati sulla valle completano l’ambiente con arredi in ferro e marmo, scelti con la stessa attenzione al dettaglio. Notevole anche la cura dei particolari: il vecchio campanello, il pluviale in cotto smaltato, le ringhiere recuperate da vecchi balconi.
Il paesaggio come parte della casa
Fuori, i terrazzamenti si articolano in quattro livelli, collegati da percorsi lastricati, panchine e punti di sosta, perfetti per la contemplazione. I materiali naturali, quali la pietra, il legno di quercia e il ferro battuto, creano un dialogo serrato con il paesaggio.
Una vasca idromassaggio occupa il terrazzamento superiore, accessibile attraverso un sentiero scandito da traversine in legno: al calar della sera, la vista sul Forte illuminato è pura magia. Persino l’illuminazione esterna è speciale: lampade artigianali ricavate da vecchi pluviali, tutte diverse tra loro, punteggiano i camminamenti con discrezione e poesia.
Una casa vissuta, da condividere
Dal luglio 2024, la Casa sul Forte è aperta all’ospitalità. Ad accogliere gli ospiti è Giulia, figlia di Daniele, con il suo sorriso e una naturale propensione al prendersi cura degli altri. Biscotti, vinsanto, piccoli gesti di attenzione e una padronanza delle lingue rendono il soggiorno indimenticabile.
Leggi anche il servizio dedicato su CasAntica n.142 e visita il sito di Recuperando Brick and Stone!
