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Nell’anno del Blu

Il 2019 era l’anno del Living Coral. Il 2020 è l’anno del Classic Blue. Chi segue il nostro blog sa già che, dal 2000, il Pantone Color Institute sceglie un “Color of the Year”, selezionato sulla base delle nuove tendenze che si stanno affacciando. Che quest’anno è, appunto, il Classic Blue (codice 19-4052 Pantone).

Il colore è stato scelto nel corso di un meeting cui hanno preso parte gruppi di lavoro di tutto il mondo. Ed è destinato a diventare fonte d’ispirazione per tutti i settori creativi: dalla grafica alla pubblicità, dalla moda al maquillage, dall’architettura all’interior design

Insomma: nel corso del 2020, saranno numerosi gli arredi, i complementi, i tessuti, gli oggetti per la casa e i prodotti di consumo ispirati al Classic Blu.

Nell’ambito delle nostre case, il blu non è un colore ricorrente. Men che meno il Classic Blue, troppo saturo e “buio” per potersi estendere su ampie superfici e assecondare le esigenze di luminosità degli ambienti.

Più che di Classic Blue (che è una questione legata al design, alla contemporaneità, ai beni di consumo), nell’ambito del recupero è più opportuno parlare genericamente di blu. Che ha alcuni sostenitori accaniti. E che ha tanti detrattori, specie fra gli appassionati di lunga data, abituati ad assecondare il caldo cromatismo dei materiali della tradizione (fateci caso: sino a qualche anno fa, le case ristrutturate con materiali di recupero puntavano esclusivamente su tonalità calde). Ma il gusto sta cambiando: le nuove generazioni d’appassionati di recupero si stanno sospingendo in scelte cromatiche piuttosto ardite.

 

Una tradizione misconosciuta

Quel che non tutti sanno è che il blu era spesso presente nelle nostre case antiche. E non solo per questioni estetiche: alcuni ambienti erano intonacati di blu perché questo colore era considerato repellente per le mosche e gli insetti. Dunque: ricorreva in cucina (come nel caso della cucina da esterno della foto sopra, ammirata in Sardegna) e negli ambienti preposti alla conservazione dei cibi.

 

Dal blu all’azzurro

Anche gli infissi esterni puntavano talvolta sulle tonalità del blu, per “scoraggiare” l’ingresso degli insetti. Certo, gli intonaci a calce mitigavano con una punta di bianco l’intensità del colore puro. Insomma: non era mai un Classic Blue, bensì uno dei tanti blu (blu di Prussia, cobalto, oltremare, carta da zucchero, ciano, indaco, lavanda, pervinca, turchino…) sbiancato e smorzato sino a diventare un tenue azzurro (o celeste che dir si voglia).

 

Pareti, pavimenti e arredi

Quel che vale la pena sottolineare è che il blu è complementare dell’arancione, tonalità calda che appartiene al cotto e a certe tipologie di legno. E il connubio fra colori complementari tende a tradursi in un contrasto armonicamente autosufficiente che, per questo, rischia di entrare in rotta di collisione con il cromatismo dei mobili, delle tende, dei tessuti... Per tenere sotto controllo l’effetto caos, meglio puntare su arredi e complementi della medesima tonalità.

 

Nel blu dipinto di blu

Nell’ambito delle nostre case antiche, il blu è spesso “relegato” agli scorci dal sapore meno domestico. Ricordiamo ad esempio un’altana con pareti tinteggiate di blu. Un modo per rimarcare – nelle ore diurne – il blu del cielo che si ammira dalle finestre che si aprono sui quattro lati.

 

Il colore del “nuovo”

Il blu è spesso utilizzato anche per sottolinerare e dichiarare l’esistenza di corpi aggiunti, estranei alla costruzione storica. Come nel caso di questa cabina-bagno inglobata all’interno di una stanza da letto.

 

Chiare, fresche, dolci acque…

A proposito di bagno. Il blu è associato all’acqua. E, per questo, è uno dei colori più gettonati per la stanza da bagno. Richiama il mare, la freschezza, l’igiene

 

Angoli di cielo

Di certo, non è indispensabile esagerare e tinteggiare di blu un intero ambiente. È possibile osare con misura, puntando su un elemento d’arredo del colore appropriato. Questo elemento diventerà fulcro visivo dell’intera stanza.

 

La misura è tradizione

Ulteriore alternativa: il blu si presta a rimarcare le rifiniture strutturali. Pensiamo a un battiscopa, pensiamo all’alzata di una scala, pensiamo a certe decorazioni lineari… In questi casi, il blu diventa un colore capace di accentuare – addirittura – il sapore della tradizione.

 

Un colore rassicurante

Tornando al Classic Blue, il colore del 2020 ha anche implicazioni emotive: “Il Classic Blu è una stabile tonalità di blu sulla quale possiamo sempre fare affidamento e che trasmette una sensazione di costanza e fiducia - ha spiegato Leatrice Eiseman, executive director del Pantone Color Institute - Dotato di profonda risonanza, esso costituisce una solida base su cui ancorarsi. Blu sconfinato che rievoca il vasto e infinito cielo serale, ci incoraggia a guardare al di là dell’ovvio per pensare più in profondità e fuori dagli schemi, ampliare i nostri orizzonti e favorire il flusso della comunicazione”.


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