Un 2024 colorato d’antico

Il vecchio anno se ne va. E un nuovo colore arriva. Ci riferiamo naturalmente al colore Pantone. Da venticinque anni, nel corso di un meeting aperto a gruppi di lavoro di tutto il mondo, il Pantone Color Institute sceglie un “Color of the Year” destinato a diventare fonte d’ispirazione per tutti i settori creativi: dalla grafica alla pubblicità, dalla moda al maquillage, dall’arte all’interior design

 

Per il 2024, la scelta è caduta sul colore numero 13-1023, il cosiddetto Peach Fuzz, un luminoso color pesca. Nel corso dei prossimi dodici mesi, saranno numerosi gli arredi, i complementi, gli oggetti per la casa e i prodotti di consumo che punteranno su questa tonalità a metà fra il rosa e l’arancio, resa leggerissima da un tocco di bianco.

 

 

Il “Peach Fuzz” in casa

Stavolta, la scelta ci piace molto di più rispetto alle tinte degli scorsi anni: il 2023 era stato dominato dal fin troppo deciso Viva Magenta; il 2022, dal Very Peri (a metà fra il blu e il viola); il 2021, dall’accoppiata Ultimate Gray (un grigio) e Illuminating (un giallo luminoso), il 2020 dal Classic Blue… Tutti colori molto saturi e difficilmente utilizzabili in ambito domestico, se non per piccoli tocchi isolati (tessuti, dettagli d’arredo, oggetti…). Il Peach Fuzz, più naturale e luminoso, può invece estendersi liberamente all’interno di qualsiasi casa, diventando colore dominante anche a livello strutturale. 

 

Un colore trendy “senza tempo” 

I siti web e i blog che si occupano di architettura e di arredamento si sono subito avventati sul Peach Fuzz, inanellando idee (spesso sibillinamente commerciali) per portare in casa il colore del 2024. Ma quasi nessuno ha fatto caso che il colore Pantone 2024 esiste da sempre nelle nostre case antiche. Se ne è accorta, invece, Leatrice Eiseman, direttrice del Pantone Color Institute, che ha descritto il Peach Fuzz come una tonalità “capace di arricchire e corroborare mente, corpo e anima e di rafforzare il nostro bisogno di conforto, empatia e compassione”. Soprattutto, ha annotato, “È un colore che unisce agilmente ciò che è giovane e ciò che è senza tempo”. E gli appassionati di materiali di recupero possono comprendere meglio di altri il perché: il Peach Fuzz è in tutto e per tutto affine al cotto di certe regioni italiane.

 

Effetto cotto

Come ben sanno gli appassionati di materiali antichi, il cotto si caratterizza per una costante varietà cromatica, dal giallo al rosato, dal rosso al marrone. Questo può dipendere da svariati fattori: in primo luogo, il quantitativo di ferro – che accentua la componente rossa – nell’argilla di partenza (che ha una composizione sempre sottilmente diversa di zona in zona); e poi il grado di cottura (nelle fornaci antiche, dove la temperatura non era costantemente uniforme, certi pezzi potevano uscire pressoché crudi e pallidi e altri addirittura bruciati e anneriti).

 

Dal pavimento al soffitto

Sta di fatto che, nelle nostre case antiche, il cromatismo del cotto rosato – probabilmente, il più ambito – ricorre strutturalmente un po’ ovunque: sia a livello di pavimenti che di soffitti. Il riferimento ai pavimenti riguarda, va da sé, la classiche pianelle o piastrelle di cotto, non importa se rettangolare, quadrato, esagonale o in forme più desuete. Lo stesso vale per i soffitti, specie quelli trabeati e intercalati da tamponamenti in tavelle di cotto, di un “Peach Fuzz” più o meno chiaro o bruciato.

 

Pareti in cotto: il passato è di moda

Ma il riferimento più interessante riguarda le pareti. Perché il colore Pantone 2024 ha una lunga storia documentata sui muri delle nostre case antiche. Quelli esterni come quelli interni. Non ci riferiamo certo alle vernici industriali, bensì ai più suggestivi intonaci ottenuti miscelando calce naturale e polvere di laterizi. Gli appassionati di qualche anno fa, in assenza di una palette cromatica univoca, non sapevano come definirli. Taluni li descrivevamo come di un “tenue color pesca”, altri come “di un colore arancione rosato”, altri ancora come “color salmone”. Dal 2024, i nuovi appassionati d’antico potranno ragionevolmente definirli color “Peach Fuzz”, senza il rischio di essere fraintesi.

 

Il cromatismo del cocciopesto

La combinazione fra il bianco della calce e il rosso più o meno acceso dei vecchi mattoni si presta a mille possibili varianti. Ma si tratta comunque di un Peach Fuzz più o meno saturo. Che è poi, di fatto, il colore del cocciopesto, che, come ben sanno gli appassionati d’antico, affonda nella notte dei tempi ed è caratterizzato da ottime proprietà idrauliche e da un’alta resistenza all’umidità. La palette cromatica del cocciopesto reperibile sul mercato spazia da un tenue giallo a un lieve rosa. Ma nulla vieta di miscelare le due varianti sino a ottenere un perfetto Peach Fuzz. E, se il risultato non dovesse soddisfare, si può perfezionare il riferimento al colore del 2024 intervenendo con velature successive.

 

Verso la riscoperta del colore?

In tutta sincerità, negli ultimi anni, le mode dell’antico – dallo shabby chic all’industrial style – hanno smorzato i colori delle pareti. Tanti nuovi appassionati hanno puntato su intonaci sostanzialmente bianchi o neutri, certamente eleganti e sicuramente capaci di regalare ampio risalto ai tocchi di colore degli arredi, dei tessuti e dei vari oggetti. 

Il trend Peach Fuzz, pur scaturito sulla base di precisi criteri associati alla moda, potrebbe forse spingere a una riscoperta degli intonaci colorati e delle tinte a calce ravvivate da pigmenti naturali, come nel caso del cotto frantumato. Nelle nostre case antiche, dopo tanto bianco, si cominciava a sentire la mancanza di un po’ di colore.

 


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