CasAntica n°124 settembre digitale

CasAntica 124 pone l’accento sul concetto di nido familiare, una dimensione sempre più trascurata dalle riviste di settore. La ragione? L’idea di famiglia è profondamente mutata negli ultimi anni. E l’estetica domestica contemporanea è imbevuta di esigenze diverse dalle case del passato.

Dietro la dimensione estetica delle dimore che abbiamo scelto di raccontare, ci sono soprattutto le storie emozionanti di chi le abita. È il caso di una splendida villa salentina, nei dintorni di Santa Cesarea Terme (LE). Una dimora che racconta il bisogno, intimo, di non disperdere la propria storia familiare, di darle un presente, di regalare continuità ai ricordi. La dedizione e l’affetto riversati dal padrone di casa si sono tradotti in un risultato eccezionale, che rivela un’eleganza e un’urgenza affettiva che non possono passare inosservate agli occhi degli appassionati.

Nell’alta Langa, a Saliceto (CN), fra Liguria e Piemonte, si trova una cascina che è il sogno di un’intera famiglia. A raccontarci la rinascita di questa costruzione è la giovane padrona di casa, che, sin da bambina, trascorreva le giornate di festa nel boschetto circostante, sulle rive di un piccolo lago. Il recupero ha coinvolto l’intera famiglia. E i padroni di casa, dialogando con chi in passato abitava questi ambienti, hanno raccolto testimonianze interessantissime che raccontano di un’Italia rurale, spartana e ormai completamente dimenticata.

A Castelfalfi (FI), un piccolo paradiso toscano, c’è la casa di una coppia proveniente dal Sudafrica che, attualmente, vive a Dubai. I tre figli abitano in Inghilterra, Spagna e Svizzera. E i genitori hanno maturato il desiderio di una dimora che diventasse il punto d’incontro, il luogo della condivisione, quello in cui tornare, abbracciarsi e riscoprire, appena possibile, l’intimità familiare.

Tra le famiglie ce n’è anche una di addetti ai lavori. Si tratta di una coppia che conosce a fondo il mondo del recupero. La costruzione si trova nei dintorni di Imola (BO). Una casa che è anche emporio e atelier. Il percorso è introdotto da un grande parco pullulante di materiali del passato. Poi c’è la dimora vera e propria – un piccolo gioiello incastonato nel piano rialzato del complesso architettonico –, illuminata dalla passione per l’antico, per la tipicità e per l’artigianalità.