Casantica n.152
Un numero di avvincenti esperienze con l’antico.
CasAntica 152 va oltre il semplice estetismo e il fascino di superficie. Le dimore che abbiamo scelto di raccontare rivelano retroscena avventurosi ed emozionanti, preziosi per chi si appresta a ristrutturare la propria casa dei sogni. La rinascita delle “nuove” dimore antiche, quelle che oggi si ammirano sulle riviste di settore, è legata a un momento cruciale del nostro recente passato. Ci riferiamo agli anni del Covid, che hanno segnato una rivoluzione per il nostro campo d’azione ma che molti hanno cancellato dalla memoria. Dimenticando che, se già è difficile ristrutturare una dimora, lo è stato infinitamente di più in quel periodo. Dimenticarlo significa comprimere, minimizzare e banalizzare l’avventuroso percorso sotteso alla rinascita delle dimore gioiello che abbiamo scelto di raccontare. Una considerazione che accomuna quasi tutte le costruzioni di questo numero. Si va da un antico molino di Castellina in Chianti (SI) a un piccolo convento affacciato sul mare di Scicli (RG). Queste dimore sono state oggetto di una rinascita infinitamente più complessa di quanto avveniva in precedenza. Certo: ci sono anche costruzioni che, durante l’emergenza sanitaria, erano già compiute. È il caso di una dimora sulle rive del Mincio, a Borgo Virgilio (MN). Ma i mesi di lockdown hanno lasciato traccia anche in quella casa, offrendo l’occasione, il tempo e anche l’ispirazione per rendere ancor più bello il giardino e gli spazi di raccordo fra esterni e interni. C’è una casa all’Isola d’Elba che è stata abitata dai precedenti proprietari sino al 2020 – davvero un anno chiave per questo CasAntica– e poi ristrutturata. E c’è anche un servizio fotografico realizzato nella primavera 2020 riguardante un complesso architettonico di Castel Giorgio (TR). Era la nostra prima trasferta dopo il primo lockdown. Un periodo di profonda incertezza per le testate che, come CasAntica, hanno sempre fatto tesoro dei viaggi e degli incontri con i padroni di casa. Lo tenevamo in serbo da tempo. E questo numero ci è sembrato l’occasione giusta per pubblicarlo. Scrivendo di quella dimora, è stato inevitabile ripercorrere mentalmente l’atmosfera di inquietudine, di silenzio – ma anche di condivisione e di solidarietà – che caratterizzava quelle giornate.











