Casantica n.153
C’è un fil rouge che percorre CasAntica 153: tutte le case che abbiamo scelto recano l’impronta di professionisti portavoci delle più varie direzioni dell’antico: il titolare di un’impresa edile specializzata in restauri, un architetto, una interior designer, un progettista d’interni che si è scoperto, anno dopo anno, garden designer e, ancora, un affermato fotografo di case antiche che, dopo aver documentato centinaia di dimore, si è innamorato del recupero sino a trasformarlo in una nuova direzione lavorativa.
Una panoramica che abbraccia passato e futuro. Tra ristrutturazioni effettuate anni or sono, caratterizzate da un approccio particolarmente rigoroso, e altre, recentissime, percorse da stimoli sperimentali. Al primo gruppo appartiene una torre fortificata, poi trasformata in dimora signorile. Si tratta di Villa Organi, nel territorio di Vaiano (PO). Il recupero, risalente a tre decenni fa, mantiene ancora sorprendentemente intatta la propria fragranza antica. Pensiamo sia molto interessante, per chi si accinge a recuperare una propria casa antica, provare a scorgere le ragioni che regalano a certe dimore un fascino perdurante.
Altri servizi si sospingono in direzioni inedite dell’antico. Il primo riguarda la Casa di Leonardo, una dimora-atelier nel centro storico di Asti, che consente di prefigurare le atmosfere delle case antiche che verranno, fra stimoli e suggestioni inedite. C’è poi una costruzione rurale dell’Isola d’Elba trasformata in banco di prova per sperimentazioni – provvisorie – mai viste altrove e, soprattutto, immolate a una caparbia salvaguardia delle preesistenze. Anche una terza costruzione promuove un “nuovo” antico, e lo fa attingendo alle suggestioni di un paese straniero – la Spagna, meglio ancora: la Catalogna – con un’abitazione zeppa di spunti mai ammirati nelle case italiane.
Un caso a parte riguarda una villa di Polesine Zibello (PR), a pochi passi dall’argine del Grande Fiume, il Po. La ristrutturazione è recente. Eppure, visitandola, si ha la sensazione di percorrere ambienti scaturiti da decenni di sedimenti affettivi. Come avviene solo nelle case storicamente abitate da una stessa famiglia.











