Casantica n.131

Dalle ristrutturazioni ammantate di un bagaglio da esperti a quelle condotte nel segno della più pura affettività domestica. CasAntica 131 abbraccia case da addetti ai lavori, case di semplici appassionati alle prese con il loro primo recupero e case recuperate da proprietari esperti che si erano già misurati con altre ristrutturazioni.

Una panoramica interessante, che consente di addentrarsi fra le righe dei vari approcci linguistici adattabili all’antico e al recupero architettonico.

L’impostazione da addetti ai lavori è esemplificata da una palazzina terracielo nel cuore di Ostuni (BR). Un interior designer l’ha rivisitata miscelando antiquariato, modernariato e contemporaneità e spaziando fra elementi strutturali e dettagli del design più iconico.

Firmata da un’addetta ai lavori è anche una cascina di Greve in Chianti (FI) che sembra provenire, intatta e inviolata, da un passato remoto. La proprietaria è una interior designer fiorentina. Il suo intento iniziale era recuperare l’immobile per rivenderlo. Salvo innamorarsene perdutamente e trasformarlo nella propria casa.

L’approccio degli appassionati che affrontano per la prima volta un recupero è rappresentato da una dimora friulana, di Clastra (UD), piena di ricordi d’infanzia, ristrutturata attingendo al ricordo delle case dei nonni e ad arredi antichi (come i letti dalle imponenti testiere lignee) oggi completamente trascurati poiché “fuori moda”. La casa si articola su tre livelli, ognuno affidato a una diversa decoratrice.

Le procedure degli appassionati più esperti sono esemplificate da un mulino umbro del ’200, ristrutturato da una giovane coppia che, in passato, ha avuto la possibilità di recuperare altre dimore d’eccezione. In questa nuova avventura, i due hanno sperimentato direzioni inedite e personalissime, raccordando interni ed esterni con consapevolezze desuete anche fra gli addetti ai lavori.