Casantica n.132

CasAntica 132 promuove uno sguardo cronologico molto ampio, oltre le mode. Nell’ambito dell’antico è bene elevarsi al di sopra del “qui e ora”. Guardare un po’ indietro, spesso, significa anche estendere lo sguardo in avanti. Perché la consapevolezza del percorso effettuato è fondamentale per sapere dove si sta andando, per rivalutare quel che si sta perdendo di vista e per prefigurare il futuro.

Il percorso parte dagli anni Novanta e comincia dalla Toscana, più precisamente da Gaiole in Chianti (SI). In origine non era una casa, bensì un ambiente agricolo utilizzato come deposito, su un solo piano e, soprattutto, dal soffitto altissimo. Elena, la padrona di casa, ha fatto tesoro del grande slancio verticale, creando un soppalco e trasformando quello stanzone in un appartamento ammantato di delicatezze femminili e di tradizione toscana.

Ai primi anni del 2000 risale invece il recupero di una costruzione rurale di Compignano (PG). Una casa che racconta pagine importanti della storia del Novecento. La struttura architettonica è enorme, addirittura severa, caratterizzata da un pragmatismo contadino del tutto privo di leziosità e di cenni decorativi. All’interno ospita tre appartamenti recuperati all’insegna della tradizione, con un vivido senso dei materiali antichi e con soluzioni sempre meno frequentate nelle ristrutturazioni recenti ma destinate a riaffermarsi in futuro. Perché gli stili, in tema di case come nella storia dell’arte e del gusto, sono ciclici.

Altri servizi si sospingono in territori estetici più vicini alle tendenze in voga. È il caso di una cascina nell’Alta Langa, a Bossolasco (CN), riformulata con abbagliante creatività d’artista da una indimenticabile coppia di Savona. Ermanno ha punteggiato il percorso domestico di attrezzi rurali rifunzionalizzati e trasformati in elementi di design di gusto “industrial”. Tiziana, la sua musa ispiratrice, ha predisposto atmosfere essenziali, terse e nitidissime.

Altrettanto protesa alla creatività è una dimora dell’Isola d’Elba, a Seccheto (LI), ristrutturata con soluzioni di grande personalità. Un approccio che rivela grande familiarità con i materiali della tradizione. Il padrone di casa è un affermato fotografo d’interni che si è innamorato del recupero e che ha affinato il proprio talento manuale recuperando diverse costruzioni.

Per bilanciare la creatività “maschile”, abbiamo scelto un servizio ammantato di finezze e di una poesia inconfondibilmente femminile. Un reportage che estende lo sguardo a spazi di raccordo, a metà fra portico e giardino, di un’antica cascina di Carate Brianza (MB).

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