La stagione dei viaggi

Non tutte le riviste utilizzano gli stessi metodi: alcune si servono di servizi cercati da fotografi free-lance, da agenzie fotografiche e poi venduti al miglior offerente. Il compito dei redattori si esaurisce nella selezione delle case (“Questa sì, questa no…”) e in testi redatti senza aver mai colloquiato con i padroni di casa.

CasAntica e GiardinAnticohanno sempre fatto tesoro della ricerca diretta, basandosi sugli inviti di chi ci segue, di amici e addetti ai lavori. Un metodo che regala enormi soddisfazioni da un punto di vista umano (perché ci consente di stringere la mano, di colloquiare in prima persona e, spesso, di instaurare rapporti di vera complicità con i nostri affezionati) e professionale (perché il vero giornalismo si basa su ricerche e testimonianze dirette) ma che, talvolta, ci crea un pizzico di imbarazzo. Perché gli inviti che vorremmo accettare sono tantissimi. E sei numeri annuali, la stagionalità, le esigenze di varietà geografica e di budget non ci consentono di far tesoro di tutte le segnalazioni meritevoli.

Un esempio? Da alcune regioni, come la Toscana, selezioniamo annualmente almeno una trentina di inviti. Eppure, in un anno, ci è consentito pubblicare non più di sei servizi (uno per numero) riguardanti quella stessa regione. Talvolta, disponendoli per bene, possono diventare anche sette o otto. Ma c’è pur sempre una ventina di inviti che rimane in sospeso (perché ci sono case a cui è veramente difficile dire “no”. E, pur di non promettere un frettoloso “sì”, è più facile non rispondere, confidando – come è successo - in una visita a sorpresa).

Per noi, è come non poter accontentare altrettanti amici. Succederà inevitabilmente anche in questa “stagione dei viaggi”. Sono i rischi correlati a una pubblicazione che punta sul dialogo diretto. E siamo certi che tutti – anche coloro che non incontreremo entro settembre - potranno sicuramente capire e (perché no?) addirittura apprezzare queste nostre parole.

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