Il cacciatore di tombini

Sono le Cenerentole dell’arredo urbano. Calpestati, invisibili, bistrattati, irrisi, circondati di polvere, foglie secche e mozziconi di sigaretta. Eppure, i tombini possono raccontare pagine imprevedibilmente interessanti di storia. Basta prestare loro attenzione e imparare a guardarli. Per rendersene conto è sufficiente collegarsi a Internet e cliccare l’indirizzo www.mariojan.com
L’autore è un intraprendente (diciamo pure geniale) genovese. Lui si chiama Mario Janin. Sul sito si descrive in terza persona: “M.J. ha visto la seconda metà del Novecento e ha dato un’occhiata al nuovo Millennio. Si è divertito con disegno, fotografia, frattali, multimedia, lame, metalli… Poi ha pensato di fare un sito sui tombini. Normalmente fa l’insegnante. Non vende tombini, non li monta, non ci si infila. Curiosa, fa foto e cerca informazioni”.
La ricerca di Mario è condotta con agilità, chiarezza e (rara) consapevolezza del linguaggio Web. Il percorso è innanzitutto fotografico, arricchito da brevi ma esaustive didascalie. “Nel sito ci sono circa 250 fotografie di tombini di Genova scelte tra più di 650 che ho scattato in poco meno di un anno. Ho altre 150 foto di tombini scattate in altre città”, scrive l’autore.
Grate, botole e chiusini sono “censiti” secondo vari schemi: Forme (tombini quadrati, rettangolari, rotondi, ovali e via dicendo), Funzione (tombini di acquedotti, gas, fognatura, petroli, telefoni, ecc…), Gruppi e variazioni (con indagini diacroniche sull’evoluzione di forme, scritte, particolari o elementi grafici, come ad esempio lo stemma di Genova. Non mancano neppure esemplari con errori bizzarri e tombini inesistenti, frutto della creatività e dell’abilità grafica di Marco Vimercati e dello stesso Mario Janin). Più facile cliccare e addentrarsi in ogni singola categoria che tentare di descriverla.
C’è poi un’interessante sezione tecnica dagli allettanti titoletti: Cosa c’è sotto (il retro dei tombini, i pozzetti, il sistema di fissaggio), Materiali (ghisa, acciaio, bronzo e anche plastica), Normativa (identificazione, marchi di qualità, sicurezza). Il sito è impreziosito da ulteriori sezioni (Link e Libro degli ospiti).
Fra esemplari ottocenteschi e novecenteschi le sorprese non si contano. Qualche spunto? Tombini che raccontano dell’antica illuminazione a gas, testimonianze “primitive” della Direzione Telefoni dello Stato (costituita nel 1907), geniali assemblaggi modulari di vecchie grate in pietra. E, ancora, esemplari riportanti marchi di società e ditte conosciute dai nostri nonni, bizzarrie, pezzi unici sopravvissuti alla metamorfosi urbana… A voi il piacere della scoperta. E tanti complimenti al brillante Mario.

Ph. Mario Janin


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