Scacchiere di colore

Per ravvivare un po’ queste giornate progressivamente grigie, abbiamo pensato di puntare su un argomento coloratissimo, allegro e relativamente disimpegnato, specie se utilizzato con discrezione, tenendo sempre presente che la misura è tutt’uno con l’eleganza, e negli ambienti giusti. Parliamo di scacchiere realizzate con materiali di rivestimento multicolore: piastrelle, ceramiche, cementine, cotto, pietra 

 

Funzionalità ed estetica

 

Molti circoscrivono l’utilizzo di questi materiali di rivestimento in corrispondenza del piano cottura (per tenere al riparo la parete dal calore, dagli schizzi d’olio o di sugo e per agevolare la pulizia della patina di grasso che si deposita in cucina) e per proteggere il fondale dei lavandini e lavabi dall’acqua. 

In realtà, l’argomento è molto più vasto di quanto possa sembrare a uno sguardo distratto. Queste scacchiere colorate fondono alla perfezione aspetti funzionali ed estetici. Portano un tocco di colore in più all’interno degli ambienti domestici e contribuiscono a regalare risalto a settori casalinghi considerati alla stregua di piccoli “altari”: pensiamo alla cucina, al secchiaio, al lavabo, autentici fulcri visivi dei rispettivi ambienti.

 

Gli ambienti più difficili

L’utilizzo dei materiali di rivestimento, pur agevolando la pulizia, non è consigliato in tutti gli ambienti. Alcuni settori della casa – pensiamo ai soggiorni e alle stanze da letto – non si prestano facilmente allo scopo. Living room e saloni promuovono quasi sempre una sobrietà e un’eleganza discreta in cui gli eccessi di colore o i settori troppo variopinti potrebbero apparire, come dire, fin troppo “giocherelloni”. Allo stesso modo, le camere dovrebbero puntare sull’essenzialità: si tratta di ambienti dedicati al riposo e, dunque, in in cui gli eccessi di stimoli visivi rischiano di essere recepiti come inopportuni. Non solo: questi generi non ambienti non pongono particolari problemi a livello d’igiene, di sedimenti grassi e di impermeabilità all’acqua. E non è un caso che, quasi sempre, le rare scacchiere utilizzate in questi ambienti siano circoscritte ai pavimenti. In ceramica, in maiolica, in cementine o in materiali misti, come nel caso della foto sopra.

 

Colorare il bagno

Se c’è un ambiente domestico che, più degli altri, si presta invece allo scopo, questo è sicuramente il bagno. In questo caso, non si corre il rischio di esagerare. Ceramiche, maioliche, piastrelle e altri materiali di rivestimento possono estendersi ovunque, sulle superfici orizzontali e su quelle verticali. Possono occupare intere pareti o minuscole porzioni di spazio cui si vuole dare risalto. L’unico criterio da seguire è l’uniformità. Pensiamo a certi bagni anni ’60, ’70 e ’80 interamente rivestiti di piastrelle del medesimo colore o con motivi decorativi ripetuti modularmente. 

 

Altare d’acqua

Il lavabo è concettualmente il cuore del bagno, una sorta di “altare” verticale che diventa perno visivo dell’intero ambiente. La presenza di maioliche colorate regala grande risalto a questo settore, contribuendo anche a raccordare esteticamente l'eventuale vuoto creato da erogatore e rubinetti distanziati rispetto al lavabo vero e proprio.

 

Effetto monocromo

Per i bagni dalle pareti intonacate e colorate, una soluzione brillante è rappresentata dai rivestimenti che richiamano il colore dei sanitari. Come nel caso di queste piastrelle bianche, con decorazione in rilievo. Le velature lasciate dal tempo su questi materiali bianchi diventano protagoniste assolute e instaurano un gioco di raccordi concettuali di grande efficacia con il lavabo vintage.

 

 

Sottolineature orizzontali

Non c’è bisogno di esagerare. Una piccola striscia di maioliche colorate è sufficiente a regalare risalto al lavabo più piccino e dimesso, trasformandolo in cuore centrale del bagno.

 

Preesistenze raccordate

Una soluzione sostanzialmente affine alla precedente, qui scaturita per raccordarsi al davanzale di una finestra preesistente. La sottolineatura multicolore diventa elemento capace di esaltare simultaneamente sia il lavabo, sia la finestra.

 

Protuberanze scenografiche

Con piccoli prolungamenti strategici dei rivestimenti è possibile regalare visibilità e impatto scenografico anche a piccoli settori altrimenti banali. È il caso di quest’angolino di fianco al lavabo, che, incorniciato, acquisisce un sapore un po’ più ricercato, rifinito e meditato.

 

Piccoli settori in Technicolor

L’omogeneità e l’uniformità cromatica rappresentano ancor oggi un criterio imprescindibile. Chi desidera dar vita a soluzioni colorate un po’ più varie e fantasiose dovrebbe circoscrivere queste scacchiere a settori specifici e dimensionalmente ridotti.

 

Esaltare la segretezza

Ci sono sanitari associati alla “segretezza”, mostrati con riluttanza anche sulle pagine delle riviste specializzate. Parliamo del wc e del bidet. Li si vorrebbe mitigare, minimizzandoli, nascondendoli, evitando di regalare loro visibilità. Ma, così facendo, si contribuisce paradossalmente ad accentuarne il risalto. Esattamente il contrario di quanto è stato fatto nel bagno nella foto in alto (come anche, poco sopra, nella foto che accompagna “Colorare il bagno”). Qui, i due sanitari “segreti” si stagliano su un fondale coloratissimo. Risultato? Esaltandoli, i due sanitari sono stati brillantemente trasfigurati e trasformati in una presenza sorridente e niente affatto “vergognosa”.

 

Panorama variopinto

Ci sono settori della casa che spesso vengono lasciati nudi. È il caso dei davanzali e dei piani d’appoggio interni delle finestre. Colorare queste piccole superfici è un espediente insolito ma imprevedibilmente efficace per regalare guizzi d'allegria a un bagno. A patto che l’ambiente non sia già cromaticamente sovraccarico. Perché intervenire sugli interstizi e sugli anfratti nascosti presuppone un contesto il più possibile arioso, libero ed essenziale. Viceversa, chi desidera agire sulle pareti dominanti, dovrebbe prosciugare il più possibile il carico decorativo dei settori meno visibili.

 

Cruciverba domestico

Non soltanto colori. Il bianco e nero si dimostra spesso una scelta di estrema eleganza che può essere estesa linearmente a intere pareti e utilizzata per regalare risalto plastico alla geometria di ogni singolo settore. Come è stato fatto con questo bordo di piccoli quadrati in bianco e nero che delinea, come una sorta di mosaico, la parete di un bagno.

 

Doccia geometrica

La doccia rappresenta un’alternativa “salvaspazio” alla più impegnativa vasca da bagno. Ha conosciuto una grandissima diffusione sin dal dopoguerra e, in particolare, negli anni del boom economico, quando la presenza di un bagno domestico è diventata un imperativo anche nelle più vecchie case di campagna. I primi bagni erano ricavati in spazi di fortuna, nel sottoscala, sul fondo di corridoi, in piccoli volumi incastonati in altri ambienti. E la doccia, al contrario della vasca, consentiva di far tesoro dello spazio esiguo. Si tratta di una delle presenze più difficili da antichizzare. Ma con un pizzico di creatività è possibile dar vita a soluzioni di forte impatto. Come questo fondo doccia abbracciato da una cornice ottagonale in tavelle di cotto. L’interno è rivestito con un mosaico di piastrelle.

 

Volumi tridimensionali

Non soltanto superfici piane. Con piastrelle, maioliche, cementine e con altri materiali della tradizione è possibile assecondare anche la tridimensionalità, regalando risalto plastico ai sanitari dalla conformazione più regolare, come nel caso di una tradizionale vasca. Alcuni materiali, come nel caso del cotto, si prestano a diventare essi stessi sanitari. E agendo sul cromatismo naturale è possibile creare fantasiosi effetti decorativi.

 


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