Le piante in bagno: scegliamo bene il vaso

Le piante in bagno creano un angolo verde che respira di naturale bellezza, spontaneità e vivacità cromatica. Anche i vasi, portavasi ornamentali inclusi, conferiscono bellezza a tutti gli ambienti (interni ed esterni) e sono un elemento chiave di arredo. Perché ci permettono di creare allestimenti in stile con il giardino e con la nostra casa antica.

fienile giardino vaso in cotto orcio toscano

In commercio oggi troviamo vasi in una varietà di materiali: terracotta, argilla decorata o smaltata, ceramica, pietra, legno, metallo, materiali plastici, cemento. Quali sono i vasi più adatti per le nostre piante, con radici o recise che siano?

Possiamo usare contenitori di recupero e vasi artigianali in ceramica, portavasi in legno decapato e contenitori vintage di metallo, e anche vasi nuovi con effetto anticato oppure in materiali naturali come la terracotta e l’argilla naturale. In molti di questi casi il mondo del recupero offre tante soluzioni.

Cosa importantissima, da tenere sempre presente: dentro quei vasi ci sono le nostre piante, creature vive e sensibili di cui dobbiamo avere cura e il vaso “giusto” va scelto anche pensando a loro.

Il materiale più tradizionale per la produzione dei vasi è il cotto: si ricava da argille di varia composizione e può essere sagomato in varie dimensioni e forme, sia con pareti lisce, sia decorato con fregi in rilievo. Il cotto o terracotta resta il contenitore ideale anche per le piante: è poroso, consente la traspirazione e mantiene la temperatura del terriccio e delle radici più equilibrata e costante.

bagno vaso panciuto ceramica artigianale fiori recisi

Qui ci troviamo in Sicilia. In questo bagno arabeggiante, nel vaso di ceramica artigianale ci sono rami recisi (di pruno o forse di mandorlo). La ceramica smaltata non resiste alle intemperie e al gelo invernale, perciò questo materiale si utilizza perlopiù per l’arredo verde da interni.

In un vaso panciuto come questo, con la parte centrale larga e l’imboccatura stretta, di qualsiasi materiale sia, non va interrata una pianta con radici. Neanche se è un bellissimo orcio di terracotta che abbiamo comprato in Toscana.

Usiamo il buon senso. La pianta è viva, cresce, ha bisogno di spazio, periodicamente va rinvasata in un contenitore più grande. Interriamola in un vaso con pareti rettilinee. In caso contrario il rinvaso sarà difficile, se non impossibile e l’unica soluzione – se abbiamo a cuore la vita della pianta – sarà quella di rompere il vaso per liberarla. Salvo che non provveda lei stessa, spezzandolo con la forza delle radici.

Concludendo: i bei vasi panciuti di ceramica o cotto sono perfetti per i fiori recisi oppure come portavasi.

bagno portavaso zinco anticato sgabello legno decapato

Un elemento d’arredo per il bagno vintage è il sostegno per alzare il vaso (evita di sporcare il pavimento ed è bello da vedere). In questo ambiente, il sostegno è un vecchio sgabello di legno massiccio, con segni di usura che ne “certificano” l’età non proprio recente. Questo è uno degli sgabelli e portavasi di legno massello di All’Origine, recuperati da case contadine dell’Est Europa.

La pianta nella foto è un’aloe, ha bisogno di tanta luce e questo ambiente luminosissimo è perfetto per le sue esigenze. La vecchia pentola zincata, con la sua bella patina vintage, è stata utilizzata come portavaso.

A proposito dei vasi di metallo. Le piante sopportano solo piccole quantità di metalli pesanti nel terreno e non vanno mai invasate direttamente nel metallo: gli acidi del terriccio lo corrodono e il metallo, sgretolandosi, intossica la terra. Se interriamo la nostra pianta in un vaso di zinco (o altro metallo), anticato o di recupero che sia, il contenitore dev’essere trattato all’interno. Se non lo è, usiamolo come portavaso.

bagno secchio zinco vintage fiori secchi portasapone

Il vaso di metallo non va utilizzato nemmeno a contatto diretto con l’acqua, per i fiori freschi e recisi. Una soluzione pratica, per godercelo a lungo, è metterci dentro un bel mazzo di fiori secchi.

Questo vecchio secchio della nonna crea un angolo scenografico in bagno, accanto al portasapone. Ospita un bel mazzo di statice sinuata (Limonium sinuatum), una pianta spontanea della regione mediterranea che spesso si coltiva proprio per le composizioni di fiori secchi.

La statice ha fiori piccoli di vari colori e un gambo verde, sottile e flessibile; quando si secca, il gambo lignifica e diventa marrone, mentre i fiori conservano a lungo i loro colori. Un’altra pianta che, seccando, resta bella è la gipsofila o “velo da sposa”, dal caratteristico fiorellino bianco, che si usa per i bouquet di nozze.

bagno pietra leccese arredo ulivo peperoncino

Anche le piante messe a seccare sono scenografiche. In questo bagno in pietra leccese, un ramo d’ulivo e un mazzo di peperoncino creano un angolo aromatico, colorato e allegro. Qui ci troviamo proprio in Puglia, terra d’elezione per la coltivazione dell’ulivo e una delle regioni italiane dove il peperoncino è un ingrediente secolare in cucina (ne abbiamo parlato su Piadina Magazine 2).

Queste piante sprigionano buonissimi profumi anche dopo la raccolta. Ma se non abbiamo la fortuna di coltivarle, nel nostro orto o giardino ci sono tante altre amiche verdi che possiamo portare in casa: salvia, rosmarino, timo, alloro, origano, maggiorana, camomilla, elicriso… possono dare un tocco di grazia e di profumo tanto in cucina quanto in bagno, sia come i fiori recisi, in un vasetto d’acqua, sia come piante secche da arredo.

Un mazzolino aromatico, legato con un pezzo di corda, o di rafia naturale o colorata, appeso al muro o posato su un ripiano, crea una scenografia speciale… come dimostra questa foto!

bagno in pietra vaso pietra leccese

Torniamo alle piante vive ma restiamo in Puglia, regno della stupenda pietra leccese, declinata in tante tonalità di bianco. In questo bagno in pietra autoctona, con lo stesso materiale è stato creato anche lo scaffale di sostegno, forato apposta per ospitare i vasi, anch’essi in pietra locale.

Tutte le piante che vediamo sono Cactacee, note ai più come piante grasse e dette anche “succulente” per i tessuti carnosi in cui accumulano la riserva d’acqua. In generale sono robuste, vivono bene anche all’interno (con le debite eccezioni) e in bagno, l’ambiente più umido e caldo della casa, sono fra le più facili da mantenere.

Anche la pietra è un materiale naturale che permette alle radici di traspirare. Unico difetto: è pesante (oltre che costosa) e in una soluzione come questa, con le piante sospese, può essere impiegata solo per vasi di piccole dimensioni.

I vasi di pietra sono più adatti al giardino, dove spesso sono molto grandi. La porosità della pietra dipende dal materiale di partenza e dallo spessore delle pareti del contenitore, ma resta sempre inferiore a quella del cotto.

bagno portavaso legno calorifero vintage in ghis

In questo portavaso di legno c’è una Zamioculcas zamilifolia, chiamata anche “gemma di Zanzibar” (il luogo da cui proviene) o più semplicemente Zamia. È una bella pianta sempreverde da interno, con steli robusti e ricchi di foglie carnose. Ha bisogno di caldo, poca acqua e tanta luce, ma d’estate non va esposta ai raggi solari diretti. E come qualsiasi altra pianta, d’inverno non va tenuta accanto al calorifero acceso.

Il legno è un materiale delicato. Se non è stato trattato con un impregnante, si deteriora velocemente (specialmente negli esterni). Un portavaso di legno durerà molto più a lungo in casa che fuori e sarà la cornice perfetta per ospitare la nostra pianta, interrata in un vaso di cotto, completo di sottovaso.

Nel mondo di CasAntica, spesso le piante si ospitano in contenitori di recupero: un antico mastello da lavandaia, una vecchia botte di legno, un tino per il vino… in questo caso la manutenzione dev’essere accurata, ma teniamo sempre presente che molti trattamenti, che prolungano la durata del legno, possono risultare dannosi per le piante.

bagno davanzale finestra in cotto nicchia portarotolo

Per chi non è un “pollice verde”, un bel vaso di vetro vintage sul davanzale della finestra, con qualche rametto reciso, raccolto in giardino o nell’orto (o in un campo), può regalare profumo, allegria e serenità.

Se poi il davanzale è in vecchio cotto, con le tende ricamate a mano e lavorate a sfilatura, come in questo ambiente (con una bella nicchia portarotolo), il nostro angolo verde diventa poesia!

Il davanzale è il posto ideale anche per le piante in vaso. Quello interno è utilizzabile anche d’inverno per le piante che vivono bene al sole, ma lo spazio sotto la finestra va evitato se, come spesso accade, è occupato dal termosifone.

Qui termina la prima parte di questo articolo, clicca per leggere la seconda parte. Un grazie speciale a Carantoni Fioreria & Sweet Home per il “supporto verde”.

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