Quattro passi in giardino con Michele

 

Un bel giardino è il sogno di tutti. E lo sguardo di tanti, contemplando le foto di meravigliosi angoli verdi, si posa spesso su certi straordinari camminamenti in pietra, lineari o sinuosi, disposti con criteri geometrici o con ponderata casualità.

Ma com’è che prendono forma questi percorsi in pietra? Quali sono gli accorgimenti da seguire?

Per saperne di più ci siamo rivolti a un amico addetto ai lavori. Lui è Michele Bianchessi, titolare, insieme al fratello Alberto, di Bianchessi Materiali Antichi, a Pianengo (CR). Michele si occupa di materiali di recupero in accezione ampia. E sa raccontare l’antico con garbo, chiarezza, efficacia.

 

Passo dopo passo, pietra dopo pietra

  • Innanzitutto, mi preme dire che i camminamenti nel verde, oramai, sono realizzati quasi sempre dai giardinieri. Noi ci occupiamo più frequentemente della posa di pavimentazioni in pietra in zone carrabili leggere o pesanti.
  • In generale, per i percorsi del giardino si usano pietre di spessore medio o medioalto posate a secco. La lastra va posizionata in modo corretto su un fondo di sabbia ben livellato, evitando vuoti sottostanti che potrebbero provocare rotture nel caso dovessero passare un trattorino giardiniere o altri mezzi, come può succedere in caso di manutenzioni straordinarie.

  • C'è una fase divertente in cui coinvolgiamo i padroni di casa. Prima della posa, ci piace passeggiare con i committenti intorno alla proprietà. Camminando, abbiamo modo di conoscerci ma anche di osservare con attenzione il loro passo naturale. Così facendo, ci è possibile distanziare le pietre in modo mirato e personalizzato, consentendo ai proprietari un percorso fluido e naturale. Sembrerebbe una banalità, ma abbiamo lavorato per committenti sportivi che ci parlavano di fitwalking. Mentre altri desiderano percorsi sinuosi che invitino alla lentezza e al relax.
  • Si possono utilizzare pietre di forma regolare o irregolare. Tutto dovrebbe essere ponderato in relazione alle condizioni del terreno, di eventuali pendenze, dislivelli o terrazzamenti.Le pietre - costantemente a contatto con terra, verde, umidità ed esposte a intemperie d'ogni genere - devono possedere ottime caratteristiche di resistenza. È il caso di pietre usatissime anche per la pavimentazione urbana delle nostre città, come il Granito bianco di Montorfano o la Beola grigia. Ma non c’è che l’imbarazzo della scelta: una caratteristica del nostro bellissimo Paese è l'innumerevole varietà di tipologie di pietra. Ogni zona d'Italia ha la propria pietra autoctona.Una curiosità: alcune pietre che, in passato, possedevano ottime caratteristiche ed erano utilizzate per questo scopo, con le nuove estrazioni e le nuove vene di cava, hanno perso resistenza. E oggi vengono impiegate in altri contesti.
  • Amo tutta le pietra. Ma ho un debole per quella di Cuasso al Monte, paese in provincia di Varese dove si trovava una tipologia insolita di granito porfiroide. Il nome commerciale è Porfido Rosso ma i petrografi l'hanno denominato Granifiro. Ma io continuo a chiamare questa pietra con il nome con cui la identificava mio nonno: “l'Oro Rosso”.

2 commenti

  • Ho pavimentato il cortile di casa ed ho fatto un camminamento in giardino con l’arenaria che si trova dalle nostre parti, in Penisola Sorrentina, che avevo in deposito da anni e che ormai non è più possibile estrarre. E’ un materiale stupendo che, se potessi inserire fotografie, mi piacerebbe mostrarvi.
    Saluti

    Rosaria Della Rosa
  • Molto interessante, pur non possedendo un giardino, è un aspetto che mi piacerebbe studiare. Non si sa mai nella vita, magari in futuro trovo un fienile con terreno… Mi piacerebbe capire quest’arte… altro che Biennale!

    Athos Guido

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